La birra artigianale piemontese trionfa Rimini
Il Piemonte si conferma tra i protagonisti della birra artigianale italiana. Alla XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai e ospitato a Rimini nell’ambito di Beer & Food Attraction, la regione ha conquistato 28 riconoscimenti complessivi: sette medaglie d’oro, cinque d’argento, quattro di bronzo e dodici menzioni. Un risultato a cui si aggiunge anche un premio speciale, ulteriore conferma della vitalità e della capacità innovativa del comparto piemontese.
Le medaglie coprono un ampio ventaglio di stili, dalle basse fermentazioni alle IPA, dalle belgian strong alle birre con cereali speciali e affinamenti, a testimonianza della solidità tecnica e della qualità diffusa della scena craft regionale.
A impreziosire il medagliere è il premio Best Collaboration Brew 2026, assegnato alla Panaté Saison del Birrificio La Piazza di Torino, realizzata insieme al Birrificio Granda di Lagnasco, in provincia di Cuneo. Un riconoscimento che va oltre la singola categoria e valorizza la capacità di creare sinergie tra realtà del territorio, mettendo in rete competenze e identità produttive.
Tra i birrifici saliti sul podio figurano anche Birrificio Soralamà di Borgone di Susa, Birra 100 Venti di Borgomanero, Birrificio Croce di Malto di Trecate, Birrificio Balabiòtt di Domodossola, Birrificio Troll di Vernante, De Lab Fermentazioni di Diano d’Alba, Birrificio Elvo di Graglia, Birrificio Artigianale Alba di Canelli e Beer In di Portula, protagonisti con medaglie tra ori, argenti e bronzi. A completare il quadro anche le menzioni che coinvolgono realtà come Baladin a Barolo e altri birrifici già presenti nel medagliere.
“Birra dell’Anno rappresenta la fotografia più autentica del nostro movimento, in cui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – ha dichiarato Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai – In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano di una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che, quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 celebriamo un comparto maturo, piu consapevole e competitivo. Proprio per questo ‘Birra dell’Anno’ continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca. È il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia solo la qualità“.
