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Il gusto della storia: a Torino una mostra racconta secoli di cibo, città e tradizioni

Cosa mangiavano i torinesi nei secoli passati e in che modo l’alimentazione ha contribuito a modellare l’identità urbana della città? A queste domande prova a rispondere la nuova mostra “Il gusto della storia. Torino e il cibo nell’Archivio della Città”, che inaugurerà mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 17 presso l’Archivio Storico di via Barbaroux 32.

L’esposizione, costruita attraverso un ricco patrimonio di documenti originali, stampe, disegni e fotografie d’epoca, resterà aperta al pubblico fino al 31 dicembre 2026, con ingresso libero. Il percorso propone una lettura inedita del rapporto tra Torino, il suo territorio e le tradizioni gastronomiche, intrecciando storia urbana, economia e cultura del cibo.

Il viaggio espositivo si apre con cartografie e incisioni che restituiscono l’immagine di una Torino antica, circondata da campagne coltivate e dalle colline già punteggiate da vigneti. Tra i materiali più rilevanti spicca il progetto del magazzino del grano di fine Seicento, situato nei pressi dell’attuale piazza Vittorio: una struttura strategica concepita come vero e proprio “deposito di sicurezza” alimentare, fondamentale per garantire l’approvvigionamento della città anche in caso di assedio.

La mostra approfondisce anche la storica vocazione vitivinicola del territorio torinese, regolata nel tempo da normative comunali e dagli antichi “Ordinati”, oltre al ruolo delle cosiddette “vigne”, le residenze collinari dove produzione agricola e vita aristocratica convivevano in un unico paesaggio culturale.

Un’attenzione particolare è dedicata alla nascita della cucina piemontese moderna, che a partire dal XVIII secolo inizia progressivamente a emanciparsi dall’influenza francese, e alle pratiche conviviali dei torinesi, documentate attraverso immagini di picnic e merende pasquali a Superga negli anni Cinquanta.

Tra i materiali più preziosi emerge il dialogo tra le cromolitografie di Giuseppe Falchetti e i modelli pomologici in cera di Francesco Garnier Valletti, provenienti dal Museo della Frutta, che raccontano con precisione quasi scientifica la ricchezza della produzione agricola locale.

A completare il percorso espositivo, una selezione di etichette storiche, manifesti pubblicitari e menù della Belle Époque, testimonianza dell’evoluzione dell’enogastronomia torinese e del ruolo centrale che la città ha avuto nello sviluppo dell’artigianato e dell’impresa legata al cibo.