Baronetto, la formula essenziale a Torino
Dopo gli anni al fianco di Carlo Cracco e l’esperienza al ristorante Del Cambio, lo chef Matteo Baronetto si prepara a inaugurare una nuova fase della propria carriera. Un progetto che si propone come una risposta personale e fuori dagli schemi alla crisi dell’alta cucina, prendendo forma nella serra di una villa ottocentesca.
Il ristorante si chiamerà semplicemente Baronetto e avrà una formula essenziale: un unico tavolo, da sei a otto coperti, con la cucina a pochi passi dagli ospiti. Sarà lo chef stesso a preparare i piatti, servirli e raccontarli, in un rapporto diretto con chi siederà a tavola. Non ci sarà una carta: il menu nascerà di volta in volta, pensato per il momento e per le persone presenti.
L’accesso sarà esclusivamente su prenotazione, attraverso un sistema ancora in fase di definizione. L’ipotesi è di lavorare quattro o cinque sere alla settimana, con uno scontrino medio a partire da 150 euro. L’obiettivo è aprire entro la fine di novembre 2026, una volta completati gli ultimi aspetti organizzativi. Gli spazi e la struttura del ristorante, invece, sono già pronti.
