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L’agroalimentare traina il Piemonte con le sue eccellenze

In occasione del centenario della nascita di un cittadino illustre come Beppe Fenoglio il Presidente della repubblica Sergio Mattarella ha visitato la città di Alba ed ha voluto rendere omaggio alle eccellenze, culturali ed economiche, di un territorio che ha saputo trasformarsi nell’arco di alcuni decenni da «terra della malora» a provincia ricca e operosa.
Ed in effetti almeno dal punto di vista alimentare il Piemonte si può dire non conosca crisi con un export semestrale di oltre 3,5 miliardi di euro, un volume d’affari che ha quasi raggiunto quello della metalmeccanica e che produce ben 85 denominazioni d’origine di cibo e di vino (terza in Italia dietro a Toscana e Veneto).
Il rapporto Qualivita stima che Dop e Igp in Piemonte generino circa 360 milioni di euro l’anno. Il valore economico del vino è ancora più sostanzioso, pari a un miliardo di euro l’anno. La produzione manifatturiera agroalimentare è aumentata del 6,2% anche nel 2022, nonostante tutte le incertezze, e nonostante la crescita mantenuta anche durante la stagione dei lockdown, tra i valori più alti in assoluto per la Regione.
Intervistato a margine dell’evento si è espresso brevemente anche Marco Lavazza, vice presidente del Gruppo Lavazza e vice presidente Unione Industriali di Torino, e dal 2019 al vertice di Unione Italia Food:

“Trovarci in un periodo difficile come questo non deve impedirci di guardare con fiducia in una prospettiva di medio termine, partendo dai punti di forza del territorio.
Torino ha dovuto reinventarsi e l’ha fatto con successo facendo da locomotiva per il territorio limitrofo: è una città da sempre votata all’innovazione ed è pronta a ritrovare la sua centralità anche come nodo commerciale che collega il Nord Ovest italiano a una parte d’Europa. Quest’area sta guadagnando sempre più spazio anche in ambito turistico, proponendosi come un sistema integrato che unisce all’offerta culturale della città, un patrimonio enogastronomico raffinato, ricco di specialità locali e con una geografia unica”.

Davide Cuneo