Torino riscopre gli amari: la rinascita di una tradizione con Treblasé
Torino non è solo la città del vermouth. Ha alle spalle una lunga tradizione legata agli amari, oggi riscoperti e protagonisti della nuova scena mixology. Tra le storie più affascinanti di questa rinascita c’è quella di Treblasé, un amaro nato da radici profonde e familiari.
Tutto comincia negli anni Trenta del Novecento, quando Giuseppe Bosso e Maria Varvello lasciano Frinco d’Asti per trasferirsi a Torino, nel quartiere Aurora-Valdocco, con il sogno di costruire un futuro migliore per il loro primo figlio, Cesare (classe 1931). Dopo aver ottenuto un prestito, aprono una trattoria-bottiglieria vicino al primo Oratorio di Don Bosco. La cucina monferrina e i vini di qualità attirano clienti, e gli affari vanno bene: acquistano così Il Muletto, ristorante rinomato di corso Casale, che però rivendono poco dopo per investire in un’attività più ambiziosa.
Nasce così l’avventura nella liquoristica con la Ditta di Liquori Foglia, situata nei Docks di Porta Nuova in corso Dante 40 – un’area industriale realizzata nel 1914 e demolita negli anni ’80. Fino agli anni Settanta, la Ditta Foglia produce e distribuisce in tutto il Piemonte una gamma di liquori e amari di successo: Amaro Cervino, Amaretto, Elixir China e soprattutto la Genzianella, considerata il fiore all’occhiello della casa.
Oggi, a distanza di decenni, è Simonetta Bosso, figlia di Cesare, a raccogliere l’eredità di famiglia insieme al marito Luca Zanini. Con la loro nuova società, Docks Stazione, con sede a Cit Turin, hanno deciso di ridare vita a quella tradizione, reinterpretandola in chiave contemporanea. Dopo due anni di ricerca nasce Treblasé, un amaro che si ispira alla storica Genzianella, ma ne rinnova formula e immaginario.
Il nome, Treblasé, è un originale gioco fonetico tra piemontese e francese, dal sapore rétro, ispirato a Lupi spelacchiati, brano del 1990 di Paolo Conte, dove l’espressione très blasé evoca un’eleganza un po’ nostalgica, vissuta e raffinata.
La nuova formula di Treblasé unisce 14 botaniche selezionate con cura:
- dalle note alpine della genziana e della genzianella
- agli agrumi mediterranei come bergamotto, arancio amaro e mandarino
- fino a ingredienti esotici come galanga, macis e vaniglia
Completano il bouquet rabarbaro, china e liquirizia per l’amaro rotondo, coriandolo per un tocco fresco, zenzero per una nota pungente e sambuco per una chiusura floreale.
Treblasé si presenta in una bottiglia firmata dallo studio norvegese Olsson-Barbieri, specializzato in branding per il settore food & beverage. Il packaging combina ricerca storica, estetica contemporanea e sostenibilità: solo vetro, carta e legno, completamente riciclabili. L’etichetta è impreziosita da un’illustrazione originale di Giacomo Bagnara, che dona al prodotto un’identità visiva elegante e senza tempo.
Con Treblasé, la storia di una famiglia torinese si intreccia alla rinascita di un’intera cultura del bere, capace di guardare al passato con stile e al futuro con visione.
